Come affrontare il colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro rappresenta il punto centrale e più importante nel processo di selezione. Si tratta del momento in cui il candidato e il datore di lavoro (alcune aziende si affidano invece ad esperti selezionatori) iniziano a conoscersi a vicenda cercando di capire se è possibile instaurare un rapporto professionale soddisfacente per entrambe le parti. Non esiste un modus operandi definitivo per assicurarsi l’assunzione, ma è bene prendere certi accorgimenti prima e durante il colloquio.


Prima del colloquio

Bisogna partire con l’idea che il colloquio di lavoro non è un esame, ma uno scambio di informazioni tra entrambe le parti. Naturalmente, il candidato deve comunque dimostrare di essere veramente interessato alla posizione offerta, informandosi sull’azienda e sul ruolo che si andrebbe a ricoprire. In certi casi, è consigliabile preparare una serie di domande da sottoporre all’intervistatore per evidenziare una reale e sentita partecipazione. Non sottovalutate le apparenze: studiate bene la posizione del luogo in cui si terrà il colloquio per non arrivare in ritardo, ma neanche in anticipo. Siate semplicemente puntuali, per dimostrare precisione e senso di organizzazione. Favorite un abbigliamento sobrio, senza particolari eccessi sia in positivo che in negativo.


Durante il colloquio

Ogni colloquio di lavoro fa storia a sé, ma ricordate: non siete lì per chiedere un favore. Vero è che viviamo in tempi difficili e quindi lavorare è ormai quasi considerato un lusso. Tuttavia, non dovete presentarvi al vostro possibile futuro datore di lavoro, o chiunque terrà il colloquio con voi, disposti a tutto pur di fare qualcosa. Mantenete alta la vostra dignità e se proprio intendete far capire che in quel momento per voi può andar bene tutto, specificate che sebbene siate più preparati per un determinato ruolo sareste disposti comunque a lavorare anche in altre posizioni poiché interessati all’azienda e al settore in cui opera.

Un’altra cosa da non fare è parlare male dei vostri ex colleghi e datori di lavoro. A parte il fatto che non è mai carino parlar male di chi in quel momento non può difendersi, potreste far pensare che stesso comportamento verrà tenuto in futuro. Non modificate il vostro carattere, non parlate di soldi (a meno che il discorso non venga introdotto dall’intervistatore) e non mentite. Se non pensate di essere in grado di far qualcosa ditelo apertamente, precisando al contempo che siete disposti a imparare e a migliorarvi pur di raggiungere i vostri obiettivi professionali che, ricordiamo, devono essere sempre chiari e mai troppo generici.

Per quanto riguarda infine il linguaggio non verbale, cercate di essere tranquilli e disinvolti. Non fissate troppo lo sguardo di chi vi sta parlando, né distoglietelo eccessivamente. Cercate di partecipare al dialogo, non di essere semplici ascoltatori. Limitarsi ad annuire per tutto il tempo non vi metterà certamente in una buona posizione, così come guardare l’orologio (indica che avete fretta) o toccare oggetti sparsi per la stanza (sembrereste totalmente disinteressati). Sorridete, mantenete una postura simmetrica e protesa in avanti e gesticolate un po’ mentre parlate, ovviamente senza esagerare.